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Sustainability and New Economic Paradigm

Shamelessly Treacherous

Image courtesy of Roberto Mangosi

Image courtesy of Roberto Mangosi

Newspapers announce another government crisis. This afternoon Berlusconi ordered to his Ministers to resign and they replied to their lord with a “Yes Sir.” Berlusconi knows the vote in the Senate will force him to relinquish his seat after his conviction for fiscal fraud this Summer. This is his last attempt to extort the President of the Republic a pardon, namely an act of clemency to forgive his crime; or to try to convince the Senate to save him by voting down the relinquishment of his seat.

To add insult to injury, we are witnessing for the umpteenth time Berlusconi and his political and news servants turning reality upside-down. For two months now, we’ve been listening over and over again that Berlusconi’s conviction was a product of Communist Judges trying to get rid of him with a sentence because of the inability of the Left to defeat him politically. Then- after Cassazione, the Court of third instance, confirmed the sentence of the Court of Appeal- we saw Berlusconi’s video message where he shamelessly stated in front of the whole country that he was innocent. Now MPs of Berlusconi’s party affirm that the reason they resigned is to avoid a tax increase that will occur starting from Tuesday. The tax increase, however, is a direct consequence of PdL’s (Berlusconi’s party) MPs refusal to sign a bill that would have avoided it yesterday.

It is unbelievable how these irresponsible MPs and their absolute master/owner mystify reality. Listening the Minister of Internal Affairs saying publicly that Berlusconi’s conviction and the subsequent relinquishment of his seat at the Senate is against the rule of law and that we now live in a judicial regime is outrageous. We are hostage of a certified criminal. In the rest of Western democracies parties such as PdL would not find place in the Parliament. Because of the subversive nature, PdL should be a mere extra-parliamentary force. In Italy, Berlusconi not only ruled the country for four (and a half, considering this grand coalition government with the Dems) times, but he also loves to define himself “the leader of the moderate conservatives.” Conservatives so moderate that do not want to comply with the rule of law; that pass bills ad personam to save Berlusconi from other trials; and let a country’s government collapse because they are unwilling and unable to survive without their political owner.

By the way, I started this blog during 2013 elections and it was clear since day one that this grand coalition would have been short-lived. In good faith or not, President Napolitano holds the majority of the burden of this failure. He accepted his second mandate as a result of a House of Cards-like Presidential elections with a clear idea in mind: facilitating the creation of a grand coalition. The whole political architecture built up by the President looked extremely weak and incapable of sorting out the huge Italian political, social, and economic challenges. This government should have simply been avoided. Berlusconi couldn’t wait to influence the daily political activity for his own interest and his MPs couldn’t wait to go along with their lord’s wishes. They have little, if any, political stature. They just repeat whatever the boss says, like parrots. No trace of deception in PdL, not even after the conviction. No sign of criticism to the line held by the supreme leader. Ever. Dems have no excuses. After twenty years, it’s no longer possible to believe in their good faith. Now that this new crisis erupted, they seem to fall from the sky. What the hell did you expect from Berlusconi?? He’s there only for his personal interest and he’s there with you as long as you save him. You don’t, you fall with him.

Informazione? Ma de che!

Questo è il livello dell’informazione in questo Paese. Servi di un sistema che fa comodo anche alla loro categoria. Questo è giornalismo? Negli altri Paesi, i giornalisti vengono criticati quando non pongono la “seconda domanda”, quella che incastra l’interlocutore. Da noi non c’è nemmeno l’ombra della prima! Far parlare a ruota libera e poi ripetere a pappagallo ciò che viene detto non equivale a fare informazione. Ma penso che questo sia anche il prodotto del nostro sistema educativo, dove anche durante gli studi universitari c’è una quasi totale mancanza di sviluppo di pensiero critico. Ore ed ore a prepararsi per esami orali dove viene chiesta la virgola del paragrafo X del capitolo Y che devi necessariamente ripetere a memoria. 

Quando capiremo che fare informazione non significa avere talk show organizzati a mo’ di tribuna politica? Ognuno ripete le proprie posizioni, nessuna analisi viene prodotta, nessun contenuto approfondito. Il tutto serve solo a dare visibilità. I TG e i talk show sono il palcoscenico della propaganda. I politici vengono lasciati liberi di cantarsela e suonarsela per ore. Poi c’è il dovere di contraddittorio, dove per simil par condicio devono essere presenti, sempre in numero equo, rappresentanti di schieramenti opposti. Il tutto si traduce in un relativismo estremo dell’informazione: se si parla della sentenza di Berlusconi, naturalmente devono essere presenti una Santanché, un Sallusti, o un Belpietro che devono difendere a spada tratta il loro padrone. Come se di fronte ad una condanna definitiva ci fosse ancora bisogno di difendersi.  Enough. Basta con questi talk show contenutisticamente vuoti. Che si pongano domande sulle policies (programmi, iniziative politiche) e non sulla politics (posizionamento dei partiti, alleanze, dibattiti tutti interni ai partiti) ad esperti e non alle solite facce (giornalisti a libro paga e politicanti) che non dicono mai nulla se non frasi retoriche e attacchi agli interlocutori.

Se i politici sono lì, sempre gli stessi, senza aver fatto crescere questo Paese negli ultimi vent’anni, la responsabilità è anche (e grande) di questi pseudo-giornalisti nostrani.

Occupy PD contro la “rendita da posizionamento”

La politica italiana è ridotta da anni a mera politics. Non vi è alcuna traccia di policies. I programmi politici sono inesistenti. Nessun partito riesce a dire come e da dove vuole prendere risorse per portare avanti quelle generiche e stringate promesse elettorali. E l’informazione non riesce mai a fare quella benedetta “seconda domanda” che dovrebbe inchiodare i politici.

Si discute solo di posizionamento politico, di alleanze, di cariche e nomine. I dirigenti discutono la linea politica da intraprendere in funzione a ciò che fanno gli altri partiti. Inevitabilmente ci si sposta tutti sempre più verso il centro, cercando di diventare quel “partito pigliatutto” in grado di proiettare su di sé la maggioranza dell’elettorato italiano.

E’ così che ragionano all’interno della dirigenza del PD (e anche qualche leader emergente). Se passiamo una linea più centrista, pensano i dirigenti, riusciremo a pescare nella gran parte del bacino moderato, anche quello più conservatore, tradizionalmente di destra. Ma questo è un ragionamento ormai lontanissimo dalla realtà italiana. La grande vittoria del M5S ha dimostrato che ormai gran parte dell’elettorato non è più affezionato alle vecchie nomenklature dei vari partiti e partitini di Sinistra e di Destra. Ma la gran parte del quadro dirigenziale del PD non si è accorto di questo cambiamento e si è affossato da solo durante l’elezione del Presidente della Repubblica, proprio a causa di quei vecchi veti incrociati di varie correnti che gli elettori vedono oggi come l’ennesima dimostrazione dell’autoconservazione della politica, ormai rinchiusa nella politica di palazzo.

Il conseguente governo con B. (che tanto sa di “inciucio”, termine che utilizzo con parsimonia) è la testimonianza di questa paura di cambiare e di seguire i propri valori. Meglio fare un governo con B e spostarsi un po’ più al centro che tentare un governo con il M5S (che comunque sia, non è un partito di Sinistra). Come si può pensare che dopo tutti questi anni l’elettorato di Sinistra possa digerire un governo a braccetto con B.? Mentre B. organizza manifestazioni contro istituzioni dello Stato e manda sui propri canali Ruby a farsi difendere dalle accuse di prostituzione minorile, cosa fa Letta? Si cuce necessariamente la bocca. Uno, perché sa che le sorti del governo dipendono da B. Due, perché non ha più un briciolo di legittimazione per poter contestare le sue azioni. Sartori ha pienamente ragione, B. ha preparato il “trappolone” perfetto.

La Sinistra, invece, deve recuperare la propria visione e sviluppare il proprio orizzonte attorno al suo programma e ai suoi valori. Ma i Dirigenti PD vedono un programma progressista come necessariamente minoritario, non in grado di raggiungere la maggioranza degli italiani. La miopia non ha permesso ai dirigenti di carpire quanto sia cambiata la società italiana. Lo scollamento tra la società civile che vuole cambiamento e la politica che ragiona ancora secondo schemi da Prima Repubblica rappresenta il bivio a cui è arrivato il PD. O si cambia o si muore. O si dà voce alla base, al gruppo dei Giovani Democratici e a Occupy PD, o il partito non sarà che un contenitore vuoto.

Il PD deve rinascere e avere un’anima laica e progressista. Il tatticismo all’insegna del riposizionamento verso un centro vuoto, immobilista, conservatore, solo per cercare di sfruttare questa “rendita da posizionamento” è una logica sciocca e, se deciderà di prendere questa strada, il PD continuerà a non rappresentare alcuna forza di cambiamento e innovazione nell’orizzonte politico italiano.      

The great American sense of community (and the Italian omertà) – Il grande senso di comunità americano (e l’omertà italiana)

Ask yourself this question: “what is a key feature when you think of American society?” I bet a lot of people answered: “Individualism.” This is typical if you are European, or probably just a non-US citizen. This is also what I expected to find the first time I came to the US.

One definition I found of ‘individualism’ reads as follow: the action or principle of asserting one’s independence and individuality; egoism.” In contrast, ‘sense of community’ can be referred to as: “the feeling of closeness and friendship that exists between companions.” I spent some time in the States and I have to say that the sense of community here is pretty strong and it’s one of the thing it makes me love American people.

This sneeze is a little different from my previous ones for three reasons: first, it’s been Saint Patrick’s Day so my hangover demonstrates I had better things to do this weekend than being nerdy and write on political stuff at home. Second, I like to believe in karma, so this is my way to give back something to the gentleman in the picture. Three, I guess it’s a good way to talk about American (and Italian) society from a different perspective.

On Friday morning, I went out to take the bus to go to work. Unfortunately, I saw it passing by ahead of time, so I started running to the stop, but I missed it. Steve, the generous gentleman, saw me cursing in all the languages you can find on a McDonald’s cup and rolled down the window of his car and said: “Hey dude, do you want a ride to catch the bus?” So, he picked me up and dropped me at the closest bus stop from where I could catch my bus. Steve is a real estate agent and told me he was on his way to meet a client but he couldn’t avoid offering me a ride, because he also had some bad experiences with unreliable public transportation in the past.

Steve really made my day. It’s little things like this that make me feel positive about people and I couldn’t stop thinking how cool Steve was. Since I felt very grateful and you can’t mess up with karma, I want to dedicate my weekly sneeze to Steve, and seize the opportunity to talk about the cliché of ‘individualism’ in American society. It is not the first time that random people turn to be very nice to me here in the US. I remember one gentleman letting me use his card to get discounts at a supermarket in California; and other people taking detours from where they were heading to literally walk me in front of the entrance of places I was looking for. In general, what I love about Americans is their open-mindedness and positivity. It just puts a smile on my face every time I go out.

There’s an interesting TV show called “What would you do?” that stages ethically controversial scenarios (about racism, homosexuality, etc.) in public places to see how people react. A lot of times I am amazed to see how positively people react- meaning that they step up and say something. Of course, many people just don’t care, but I am still convinced that the rate of the average American reaction would be higher than the Italian (I can’t speak on behalf of Europe as a whole, as it would be intellectually dishonest given the cultural differences among the countries).

In his last docu-film, Girlfriend in a Coma, Bill Emmott showed a very cruel scene of a homicide in front of a bar in Naples. As the Italian journalist Roberto Saviano comments in the video, what is shocking apart from the cruelty of the scene itself, is the complete lack of reaction of the people. They look at the dead body for a second and then they walk away, totally inured to that crazy violence, as if it was part of their daily routine (and for some people especially in those areas it probably is). I recognize that the example I brought here does not really exemplify the sense of community in Italy nor it is comparable to the scenes staged in the American TV show. That said, however, I found the video emblematic of the Italian omertà and social values in general that I perceive to be completely adrift in Italy. By the way, I just sadly found out that there is no translation for the word omertà in English, which makes me assume that it is a word originated and immanent exclusively to the Italian context.

I’d love to see “What would you do?” replicated in European countries. I think it tells a lot about the society we are living in and it’s extremely educative. Topics like bullism, homophobia, racism, and cheating should be discussed in schools, because education is the heart of change.

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Domanda: “Qual è la caratteristica principale che ti viene in mente quando dico società americana?” Scommetto che molti risponderebbero “individualismo”. La risposta è tipica soprattutto se sei europeo, o più in generale non un cittadino americano. E’ anche ciò che pensavo anch’io prima di venire per la prima volta negli States.

Una definizione che ho trovato di individualismo è la seguente (tradotta dal link della versione in inglese): “l’azione o il principio che afferma l’individualità e indipendenza di un soggetto; egoismo”. Al contrario, senso di comunità viene definito come (vedi again link in inglese): “il sentimento di vicinanza e amicizia che esiste tra compagni”. Ho trascorso un po’ di tempo ormai in America e mi sento di dire che il senso di comunità qui è molto forte e è uno dei motivi per cui amo gli americani.

Questo starnuto è un po’ diverso dagli altri per tre motivi: uno, è stato Saint Patrick’s Day e a giudicare dal mio rincoglionimento direi che ho avuto cose migliori da fare questo weekend che rimanere a casa a fare il secchione e scrivere di politica. Due, mi piace credere al karma e quindi questo è il mio modo per ricambiare il favore del gentiluomo in foto. Tre, penso che sia una buona opportunità per trarre spunto e parlare di società americana (e italiana) da una prospettiva diversa.

Venerdì mattina, sono uscito di casa per andare a prendere il bus e andare a lavoro. Sfortunatamente, l’ho visto passare di fronte a me in anticipo rispetto al normale orario, e quindi ho iniziato a correre verso la fermata, ma l’ho perso. Steve, il gentiluomo generoso, mi ha visto imprecare in tutte le lingue che puoi trovare su un bicchiere del MacDonald e, abbassando il finestrino della sua macchina, mi dice: “Hey amico, vuoi un passaggio per andare a prendere il bus?” E così mi ha portato fino alla prima fermata disponibile per riuscire a riprendere il mio bus. Steve è un agente immobiliare e mi ha detto che nonostante stesse andando ad un appuntamento con un cliente, non ha potuto fare a meno di fermarsi e offrirmi un passaggio, perché anche lui, in passato, ha avuto brutte esperienze con il trasporto pubblico locale.

Steve mi ha cambiato proprio la giornata. Sono le piccole cose come questa che mi fanno sentire ancora positivo e non sono riuscito a smettere di pensare a quanto figo sia stato Steve. Dato che gli sono molto grato ed è meglio non incasinarsi col karma, voglio dedicare questo mio starnuto settimanale a Steve e cogliere l’opportunità per parlare dello stereotipo dell’Individualismo nella società americana. Non è la prima volta che gente a caso sia stata davvero gentile nei miei confronti qui negli States. Mi ricordo di un signore che mi ha fatto utilizzare la sua carta per ottenere degli sconti al supermercato in California; e altre persone che allungavano il loro percorso per accompagnarmi letteralmente all’entrata di posti che stavo cercando. In generale, ciò che amo degli americani è la loro apertura mentale e positività. Mi mette un sorriso ogni volta che esco.

C’è un interessante show televisivo, chiamato “What would you do?” (“Cosa faresti?”) che mettono sul set scene eticamente controverse (che riguardano temi come il razzismo, l’omosessualità, etc.) in spazi pubblici per vedere come reagisce la gente. Molte volte sono stupito per come la gente reagisca positivamente, nel senso che intervengono. Ovviamente, molte altre persone se ne fregano, ma sono ancora convinto che la media di reazioni da parte degli americani sia più alta di quella degli italiani (non posso parlare a nome dell’Europa perché non sarebbe onesto intellettualmente date le grandi differenze culturali nei vari Paesi).

Nel suo ultimo docu-film, Girlfriend in a Coma, Bill Emmott mostra la scena molto cruenta di un omicidio di fronte ad un bar a Napoli. Come commenta Roberto Saviano, ciò che è scioccante a parte la scena in sé, è la completa assenza di reazione da parte della gente. Guardano il cadavere per un secondo e poi se ne vanno, completamente assuefatti a quella violenza pazzesca, come se fosse parte della loro normale quotidianità (e probabilmente per alcune persone che vivono in quelle aree lo è per davvero). Riconosco che l’esempio che ho portato qui non esemplifichi il senso di comunità in Italia né può essere comparato alle scene del programma TV americano. Detto ciò, però, credo che il video sia emblematico dell’omertà e dei valori sociali più in generale, che penso siano completamente alla deriva in Italia. Tra le altre cose, ho appena dovuto constatare molto tristemente che non esiste un vocabolo che traduca ‘omertà’ in inglese, che mi fa dedurre che sia un termine originato e immanente esclusivamente al contesto italiano.

Mi piacerebbe moltissimo vedere “Cosa Faresti?” replicato nei Paesi europei. Penso faccia scoprire molti aspetti della società in cui viviamo ed è estremamente educativo. Temi come il bullismo, l’omofobia, il razzismo, l’imbrogliare dovrebbero essere discussi nelle scuole, perché l’educazione è il cuore del cambiamento.