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Tra il dire e il fare c’è di mezzo il Grillo: responsabilità o immobilismo

Le elezioni daranno a breve inizio alla XVII Legislatura delle Repubblica Italiana. E non proprio sotto i migliori auspici. La frammentazione e l’ingovernabilità non sono proprio ciò di cui abbiamo bisogno, a prescindere dal punto di vista da cui guardiamo l’esito delle votazioni- anche se, per mettere le cose in chiaro da subito, la vittoria di B mi avrebbe fatto sviluppare uno stato avanzato di Tourette syndrome e procurato seri disturbi post traumatici da stress con relativi tic alla Dottor Thomas in ‘Vieni avanti cretino.’

Ora, considerando la distribuzione dei seggi nelle due Camere, immagino due scenari possibili: l’immobilismo- dato il diverso colore delle maggioranze alle due Camere- o la formazione di un governo di centro-sinistra con il Movimento 5 Stelle (che, tra l’altro, preferisco molto di più come interlocutore politico rispetto ai catto-liberisti montiani). La prima opzione culminerebbe in elezioni anticipate tra pochi mesi; la seconda ha, invece, il potenziale per cambiare l’Italia. Al Senato, ai 123 seggi di PD e SEL si aggiungerebbero i 54 di M5S raggiungendo così una maggioranza stabile di 177 seggi, ben al di sopra della soglia minima dei 158. Alla Camera ci sarebbe una maggioranza bulgara.

La domanda è: daranno prova quelli di M5S di essere responsabili ed essere pronti a collaborare (garantendo il supporto parlamentare esterno o entrando in una formazione di governo) per cambiare l’Italia? O si trincereranno nei dettami del comico a fare opposizione chiusi nella loro ideologia di non potersi schierare con alcuna forza politica per paura di un contagio pestilenziale? Penso che sia ora che il M5S dimostri di non essere un mero movimento di protesta. A mio avviso, essendo il primo partito italiano non può permettersi di mascherarsi dietro il “voteremo provvedimento per provvedimento in Parlamento.” Mi sembra troppo comodo. Anche perchè- e dalle dichiarazioni di alcuni grillini mi sembra che non sia loro chiaro- per poter creare un governo c’è bisogno della fiducia parlamentare che gioco forza deve passare per M5S. No fiducia, no party.
Un’alleanza PD-SEL-M5S avrebbe secondo me un potenziale enorme- meglio naturalmente se M5S entrasse a far parte di un governo, anche se mi sembra la possibilità più remota. E’ vero che che ci sono divergenze programmatiche (vedi ruolo dell’Italia in Europa), ma è altrettanto vero che ci sono tanti punti in comune su cui si potrebbe lavorare assieme. In questi anni siamo scesi così in basso che c’è l’imbarazzo della scelta tra le priorità su cui poter lavorare e far riforme.
Saranno in grado PD, SEL e M5S di cogliere l’attimo? Al post consultazioni l’ardua sentenza.
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